Corso Assistente Turistico Disabili
Corso Formazione OSA Turistico Disabili
Michele Angelitto di Potenza ha svolto il tirocinio per diventare Assistente Turistico per Disabili presso un centro diurno della provincia di Bologna. Ma la sua esperienza più forte è stata quella del viaggio a Lourdes, dove ha scoperto un’umanità che non conosceva e sentimenti che non sapeva ancora di poter provare.
Era una calda mattina di maggio quando arrivai al centro. Avevo già visitato la struttura. Nuova, mi aveva molto impressionato per gli spazi e gli ambienti. Vedo due ragazzi, mi avvicino e vengo a sapere che sono assistenti e che stanno aspettando come me l’arrivo del pulmino con i ragazzi. Ed eccoli qui: sin da subito mi danno l’idea di un gruppo molto affiatato. Vengo presentato loro da uno degli assistenti con cui avevo parlato prima e il mio sguardo comincia a incontrare i loro occhi, curiosi e allegri, pronti a condividere con me una nuova giornata di intenso lavoro fisico e mentale.
Sin dal primo momento ho sentito che la tensione mi si stava sciogliendo dentro e che dovevo a loro questo positivo inizio della mia avventura. E poi sono seguiti giorni che sarei pronto a rivivere, esperienze umane e professionali che mi hanno arricchito, momenti che ricordo con gioia, anzitutto l’ora di disegno e pittura del lunedì e l’ora di musica il martedì. La partecipazione era sempre massima, da parte mia ascoltavo tutti, davo fiducia, aiutavo e dimostravo apprezzamento per i risultati ottenuti, da parte loro la risposta era sempre splendida, soprattutto quando facevamo l’uscita del venerdì, salivamo sull’autobus e si andava tutti a fare una bella passeggiata. Anche con i componenti dell’équipe mi sono sentito subito a mio agio come con un gruppo di amici: mi hanno sempre dato disponibilità e consigli che mi saranno sicuramente utili nel futuro se avrò modo di continuare l’attività di Assistente Turistico per Disabili. Ma l’esperienza più forte è stato il viaggio che ho fatto a Lourdes come barelliere. Vedere tanta gente che accorre da ogni parte del mondo, animata da spirito di fede e condivisione con gli altri, ti rallegra il cuore e come una forza invisibile ti spinge verso il prossimo svelandone, al di là delle razze e delle religioni, la vera anima. Sono stati giorni intensi, in cui ho conosciuto gente meno fortunata di me, malati che cercavano di vivere per qualche giorno momenti di speranza: camminavo, correvo, a fine giornata ero sfinito ma la soddisfazione per ciò che avevo fatto mi faceva pensare solo all’indomani.
Cosa ho ricavato dall’esperienza del tirocinio? Anzitutto che per fortuna non tutti i diversamente abili hanno bisogno di un aiuto costante, molti sono in grado di sbrigarsela da soli o con un minimo supporto, e sono davvero orgogliosi di farlo. Per quelli che invece hanno assoluta necessità ecco che l’operatore diventa un’esigenza vitale per l’utente, e in questi casi è bene saper instaurare un rapporto di reciproca intesa che vada oltre la prestazione per diventare amicizia e sentimento, ciò che di più profondo alberga nel nostro essere uomini.
|