Corsi Assistenti Disabili
Corso Formazione Assistenti ai Disabili
Intervista a Francesca Crivellari
Avevo già letto su molti libri della particolare sensibilità che caratterizza le persone Down ma ne ebbi la conferma solo quando conobbi Evelina. Aveva più di 62 anni e la freschezza di una quindicenne. Evi, come tutti la chiamavano, era la regina della casa, amata per il suo sempre materno modo di fare. Nessuno di noi poteva sfuggire alle sue amorevoli affettuosità fatte di carezze, bacini e caldi abbracci. Era anche permalosa e bastava dirle di no o non prestarle sufficiente attenzione per vederla girare col muso tutto il giorno. Non si muoveva molto da casa, dove rimaneva spesso in compagnia di Domenico, il suo coinquilino di età un po' più avanzata. Ci teneva alla sua pulizia personale e amava molto esibire le sue magliette nuove o i calzini colorati. Il suo giornalino preferito era Topolino, una passione che riusciva a rendere emozionanti tutti i suoi giovedi quando il fumetto nuovo era in edicola. Le piaceva stare all'aria aperta e, per quanto riguardava le faccende di casa, collaborava in base all'umore del momento e una delle sue attività preferite era raccogliere il bucato, piegarlo e suddividerlo in base ai vari proprietari. Il risvolto negativo della faccenda era la sua irrefrenabile vocazione ad appropriarsi delle cose degli altri, dagli indumenti alle mollette, dalle ciabatte ai prodotti personali. Con lei gli oggetti sparivano all'improvviso per riapparire poi magicamente nel suo armadio o nei luoghi più impensabili della casa, sopra la dispensa o dietro al divano. Pasquale era altrettanto simpatico, gracile mentale a causa di un'epilessia causata da una cerebropatia infantile, aveva il carisma del napoletano doc, una vera e propria sagoma. Sempre attivo, collaborativo in tutte le faccende domestiche, amante dell'ordine e della precisione, è diventato il mio compagno di briscola e scopa. Un bel matematico, nel suo piccolo, furbacchione quanto bastava per bluffare alla grande e anche un po' barare... Con lui non bisognava perdere la concentrazione, altrimenti ci si ritrovava con la frittata bella e girata come faceva più comodo a lui. Avevamo fondato il nostro club delle carte e, tra risate e battute, abbiamo trascorso interi pomeriggi a sfidarci in interminabili tornei. Amante della tradizione napoletana e del repertorio popolare alla Merola e Nino d'Angelo, Pasquale era affetto da un'inguaribile testardaggine e, a volte, continuava a chiedere incessantemente, per ore, la stessa cosa, sino allo sfinimento...
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